Occupy in tribunale, una pacifista 25enne rischia 7 anni di carcere

 

Marina Catucci, NEW YORK CITY, 9.5.2014 “Il Manifesto”

 

Ows. Afferrata violentemente per i seni da un poliziotto, Cecily McMillan ha reagito liberandosi con una gomitata. Già reclusa nella prigione di Rikers Island, rischia una condanna a 7 anni

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Cecily McMillan

 © Occupy Wall Street

 

Cecily McMil­lan, 25 anni, gra­duate stu­dent alla New School e atti­vi­sta di Occupy Wall Street, rischia fino a 7 anni di reclu­sione per aver dato una gomi­tata ad un poli­ziotto durante un vio­lento sgom­bero a Zuc­cotti Park. Dopo circa 40 incon­tri in 2 anni, il tri­bu­nale di Man­hat­tan l’ha giu­di­cata col­pe­vole: il giu­dice Zwei­bel ha rifiu­tato la richie­sta di libertà su cau­zione e Cecily è ora in attesa della sen­tenza, che arri­verà il 19 mag­gio. Il caso dell’attivista di Occupy è sulle pagine dei gior­nali ame­ri­cani come esem­pio della bru­ta­lità della poli­zia. Si tratta di un leit­mo­tiv, a New York, per la poli­tica dell’amministrazione Bloom­berg, pre­pa­rata per un’emergenza ter­ro­ri­smo ma inca­pace di con­fron­tarsi con una piazza pacifica.

Il 17 marzo 2012 è stato un giorno nero per gli occu­piers: dopo la mani­fe­sta­zione che cele­brava i 6 mesi della nascita di Ows, ave­vano deciso di ripren­dere Zuc­cotti Park anche solo sim­bo­li­ca­mente. Ma l’arrivo della poli­zia non era stato sim­bo­lico: uno sgom­bero vio­lento, 70 arre­sti, molti con­tusi e feriti; uno di loro, Shawn Car­riè, pochi mesi fa ha rice­vuto un inden­nizzo di 82.000 dol­lari dal Comune di New York.

Secondo l’accusa, Cecily McMil­lian al momento dell’arresto da parte dell’agente Gran­tley Bovell, che cer­cava di pren­derla alle spalle per por­tarla via, ha spic­cato un balzo col­pen­dolo deli­be­ra­ta­mente con una gomi­tata. Secondo la difesa, invece, Cecily era pas­sata da Zuc­cotti Park per pren­dere un’amica ed andare a festeg­giare San Patri­zio, ritro­van­dosi in mezzo agli scon­tri. Sen­ten­dosi affer­rare da die­tro per i seni, la McMil­lian avrebbe rea­gito alzando il gomito. A soste­gno di ciò la difesa ha pro­dotto foto­gra­fie e referti medici che mostrano la pre­senza dei lividi sul seno della ragazza.

Cecily McMil­lan viene descritta dagli avvo­cati e da altri occu­piers come mode­rata, soste­ni­trice della linea paci­fi­sta di Ows, men­tre l’agente Bovell ha nel suo sto­rico casi pre­ce­denti di com­por­ta­mento vio­lento. Il giu­dice, però, ha doman­dato alla giu­ria di non con­si­de­rare né il con­te­sto con­ci­tato di quella notte, né le testi­mo­nianze pre­gresse sul com­por­ta­mento vio­lento dell’agente. Al momento Cecily è nel car­cere di Rikers Island a nord di Man­hat­tan. Potrebbe essere la prima degli occu­piers a doversi con­fron­tare con una pena grave, men­tre su 2.600 pro­ce­di­menti penali con­tro atti­vi­sti di Occupy Wall Street, solo una doz­zina sono arri­vati in tri­bu­nale, a dimo­strare il carat­tere sostan­zial­mente paci­fico di OWS.

Sui 2.600 attivisti incriminati dalla polizia, solo una dozzina sono arrivati in un'aula di tribunale, a dimostrazione del carattere pacifico della protesta del 2012

Gli atti­vi­sti hanno lan­ciato un hash­tag su Twit­ter #Justice4Cecily e nei social media come nei media tra­di­zio­nali si dibatte su come con­fron­tare un sistema dove la libertà di dis­senso, anche se paci­fico, non è tute­lata ma cri­mi­na­liz­zata e dove — come ha fatto notare Jon Stewart nel suo Daily Show — la spro­por­zione di cri­mi­na­lità tra Wall Street e Occupy Wall Street è imba­raz­zante. Che fosse un scon­fitta annun­ciata ne era con­sa­pe­vole la stessa Cecily che il 9 feb­braio ha scritto: «Caris­simi com­pa­gni, è gra­zie a voi se entro in quell’aula di tri­bu­nale a testa alta; sono vera­mente ono­rata di starvi accanto. Occupy».

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